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Agriturismo ad Acquapendente

Cosa vedere ad Acquapendente

Acquapendente è il Comune del viterbese al quale fa capo Trevinano, sua frazione (dove si trova il nostro agriturismo), e per raggiungere il paese in auto dalla nostra struttura è sufficiente percorrere 13 km circa, in una quindicina di minuti. Per gli amanti del trekking ci vogliono invece tra le due e le tre ore all’andata (con la strada in gran parte in discesa), e qualcosa di più al ritorno (dato che lo stesso percorso è in gran parte in salita).

Acquapendente vista dalla Trevinanese. Al centro della foto la Torre dell'orologio.

Acquapendente vista dalla Trevinanese. Al centro della foto la Torre dell’orologio.

Una basilica, alcune chiese, un museo e il centro storico

Il patrimonio archeologico, storico ed artistico di Acquapendente è sorprendentemente vario e interessante, e quello che c’è da vedere in questo paese non si limita a quanto indicato nel titolo di questo paragrafo.

L’edificio religioso più noto del borgo è la basilica del Santo Sepolcro, chiamata così perché al suo interno è custodita una pietra macchiata di sangue che si dice provenga dal Santo Sepolcro di Gerusalemme. La cattedrale è stata edificata tra il X e il XI secolo d.C. e venne consacrata nel 1149 da Papa Eugenio III.

Tra le chiese più importanti c’è la Chiesa di San Francesco, costruita sui resti di una chiesa più antica, dedicata all’Assunta nel 1149 e donata ai Francescani nel 1255. Questa chiesa conserva numerose opere d’arte, tra cui quattordici statue lignee raffiguranti gli Apostoli e i Santi Giovanni Battista e Giuseppe. Di particolare rilevanza sono anche gli affreschi del presbiterio, realizzati da Francesco Nasini alla metà del XVII secolo. Sempre al Nasini è attribuito il ciclo pittorico con la vita di San Francesco, presente, anche se rovinato, nel convento adiacente la chiesa.

Sul colle che si trova alle spalle della Cattedrale del Santo Sepolcro spicca la Torre dell’Orologio, chiamata anche Torre del Barbarossa (in riferimento a Federico Barbarossa), che un tempo faceva parte di un castello fatto edificare da questo imperatore, all’interno del quale risiedeva il suo governatore Guelfo VI, deposto dalla popolazione durante la ribellione del 1166. Di notevole interesse sono anche gli edifici rinascimentali del Palazzo Visconti e del Palazzo Comunale.

Per un elenco completo di edifici e luoghi d’interesse storico clicca qui.

Ingresso della Basilica del Santo Sepolcro.

Una via del centro storico di Acquapendente.

La fonte dei Mascheroni.

Nei dintorni di Acquapendente

Nei pressi di Acquapendente ci sono le sue frazioni di Trevinano e Torre Alfina, (quest’ultima è inserita nell’elenco dei borghi più belli d’Italia); la Riserva Naturale Monte Rufeno; il Bosco Monumentale del Sasseto (il National Geographic lo ha definito fiabesco, paragonandolo al bosco della favola di Biancane); ed infine c’è il Museo del Fiore, un piccolo museo naturalistico particolarmente apprezzato dai bambini, che si trova all’interno della vicinissima Riserva Naturale Monte Rufeno.

Principali appuntamenti folkloristici ad Acquapendente

  • Festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio)
  • Carnevale
  • Sagra della Fregnaccia (le domeniche del carnevale)
  • Fiaccolata di Carnevalaccio (martedì grasso)
  • Fiera delle Capannelle (prima domenica dopo Pasqua)
  • Palio dell’arcata (1 maggio)
  • Festa dei Pugnaloni (15 maggio e domenica successiva)
  • Festa di Sant’Antonio da Padova (13 giugno)
  • Festa del patrono Sant’Ermete (28 e 30 agosto)
  • Urban Vision Festival (luglio | Manifestazione di arte, musica e gastronomia)
  • Sant’Ermete (28 agosto | Festa patronale)
  • Rock & Birra Party (agosto | Serate di Rock con gruppi musicali locali e non)
  • Viaggio nella Civiltà Contadina ed Artigiana (terza settimana di agosto)

Appuntamenti folkloristici a Trevinano e Torre Alfina

  • Festa di San Lorenzo (Trevinano | 10 agosto)
  • Sagra della rosticciana (Trevinano | 9, 10 e 11 agosto)
  • Festa di San Bernardino (Torre Alfina | prima domenica dopo il 20 maggio)
  • Torre Alfina Blues Festival (Torre Alfina | seconda metà di luglio)
  • Festa del gelato (Torre Alfina | agosto)
  • Festa della Madonna del Santo Amore (Torre Alfina | prima domenica di settembre)

Origini del borgo e cenni storici

Contrariamente a quello che accomuna molti paesi e borghi dell’Alta Tuscia, Acquapendente non ha origini etrusche e tantomeno romane. O meglio, si ipotizza che nell’area dove oggi sorge il paese vi fosse un centro etrusco abitato poi dai Romani, e successivamente invaso e distrutto dai Longobardi, ma si tratta appunto di un’ipotesi. Alcuni documenti storici della metà del IX sec. certificano invece che in quel periodo l’originario borgo di Acquapendente già esisteva, anche se il suo nome era diverso. I documenti ci dicono infatti che all’epoca esisteva un vico (villaggio), chiamato Arisa, il quale era formato intorno ad una pieve (chiesa) di cui oggi non c’è più traccia. Era la pieve di Santa Maria della Vittoria (si ritiene che l’attuale chiesa di Santa Maria della Vittoria sia stata costruita sul sito di quell’antica pieve).  Pieve e vico erano sorti lungo un tratto della Via Francigena, a quel tempo percorsa da pellegrini e cavalieri provenienti da tutta Europa, ed in particolare dalla Francia, diretti verso Roma e che spesso proseguivano in direzione della Puglia per imbarcarsi verso la Terrasanta. La storia ci dice che il piccolo borgo si sviluppò molto velocemente, al punto che nel 964 ospitò Ottone I di Sassonia, detto Ottone il Grande, divenuto Re del Regnum Italicum nel 951 e Imperatore del Sacro Romano Impero nel 962. Da precisare che il Regnum Italicum fu fondato da Carlo Magno nel 774 e si disgregò nel 1530. L’anno in cui Ottone I fece visita ad Acquapendete questo borgo era sotto il controllo della Marca di Tuscia, un feudo del Regnum Italicum. Il feudo, che già esisteva dal 797, e comprendeva gran parte dell’odierna Toscana, divenne Margraviato di Toscana nel 970, sotto il controllo giuridico e militare di Ugo di Toscana, mentre regnava sull’Italia Ottone III. Nel 1027 divenne Margravio di Toscana Bonifacio III di Canossa, uno degli uomini più potenti della sua epoca. Bonifacio ebbe tre figli; Beatrice e Federico, entrambi morti in giovane età, e Matilde, la Gran Contessa. Matilde di Canossa, o più correttamente Matilde di Toscana, fu contessa, duchessa, marchesa, vicaria imperiale e vice regina d’Italia. Fu una potente feudataria e un’ardente sostenitrice del papato nella lotta per le investiture, ed ebbe un ruolo politico e di comando di primissimo piano, fino ad arrivare a dominare tutti i territori italici a nord dello Stato Pontificio, ovverosia la Lombardia, l’Emilia, la Romagna e la Toscana; tutto questo in un’epoca in cui le donne erano considerate di rango inferiore.

Nel 1079 Matilde di Canossa dona tutti i suoi beni alla Chiesa, Acquapendente entra a far parte del Patrimonio di San Pietro e viene posta sotto la diocesi di Orvieto. A partire da questo momento iniziano gli scontri tra Orvieto ed Acquapendente, che ambiva ad una sua indipendenza, soprattutto perché aveva raggiunto una certa importanza dovuta alla sua posizione strategica tra Marchesato di Toscana e Stato della Chiesa. Il proseguimento della storia di questo paese è un susseguirsi di avvenimenti, spesso cruenti, che hanno visto coinvolti, in maniera più o meno indiretta o diretta, personaggi molto importanti e famosi delle Storia d’Italia e d’Europa.

Perché Acquapendente si chiama così

Originariamente Aqua pendente, Acquapendente sembra che debba il suo nome al fatto che nel suo territorio erano presenti numerose cascatelle di origine sorgiva, molte delle quali si riversano nel fiume Paglia che scorre a valle, poco distante dal paese.

Agriturismo gli Alberelli

A 12 km da Acquapendente

Agriturismo nel Viterbese, nell’Alto Lazio, al confine con Toscana e Umbria. In località Trevinano, frazione di Acquapendente, nell’Alta Tuscia.

 A pochi km di distanza dal nostro agriturismo ci sono un Bosco Monumentale, quattro Riserve Naturali, un Parco Regionale e il Lago di Bolsena. Alle bellezze naturali presenti nell’area si aggiungono inoltre borghi e cittadine ricche di storia e cultura e due necropoli etrusche. Non mancano infine feste e sagre di tradizione popolare.